Il percorso formativo

SERVIZIO PSICOLOGICO

L’adozione è una scelta irreversibile che modifica profondamente, non solo i futuri genitori, ma anche il bambino adottato.
Il servizio psicologico dell’Associazione “Senza Frontiere”, è composto da un gruppo di lavoro formato da una Assistente Sociale e da tre  psicologhe-psicoterapeute, una fissa e due che vengono attivate per la conduzione dei gruppi. L’attività psicologica si modula essenzialmente su due livelli:

  • La consulenza psicologica che offre alle coppie la possibilità di approfondire le problematiche inerenti l’adozione internazionale;
  • L’attività di gruppo che offre ai genitori la possibilità, attraverso il confronto reciproco, di approfondire i loro vissuti interiori, in uno spazio in cui ognuno può trovare le risposte possibili ai propri problemi sia individuali che di relazione.

Lo scopo dell’attività psicologica è essenzialmente quello di sostenere la coppia durante tutto il percorso adottivo, quindi nella fase dell’accoglimento, della gestazione simbolica e dell’inserimento del bambino nel nucleo familiare.

PROGRAMMA FORMATIVO

  • “DAL DESIDERIO ALL’ACCOGLIMENTO”

(1° Fase: Preparazione all’adozione dopo il conferimento dell’incarico)
Questo percorso inizia con la consulenza psicologica, obbligatoria prima dell’adozione, che prevede da un minimo di quattro ad un massimo di sette o otto, a seconda delle difficoltà psicologiche che3 la coppia manifesta nei confronti delle problematiche adottive (mancata elaborazione del lutto per la loro sterilità, riserve sul colore della pelle del bambino, sulla sua religione e cultura di origine, fantasie distruttive legate ai genitori naturali, fantasie di morte sollecitate da eventuali malattie genetiche ereditarie del bambino…).
La struttura minima di intervento prevede comunque un primo colloquio con la coppia, un secondo e terzo con ciascun membro della coppia, un quarto colloquio di coppia in cui viene fatta una sintesi e una estinzione di ciò che è emerso durante gli incontri.
Ogni coniuge deve inoltre compilare un questionario intervista (vedi allegato A e B9 in cui si traccia un profilo individuale del soggetto rispetto all’adozione: la sua motivazione, le sue fantasie sul bambino, i rapporti con i propri genitori, con il proprio partner, le fantasie sulle proprie competenze genitoriali. Il questionario-intervista rimane come documentazione che viene allegata ad ogni pratica. I colloqui adottivi si svolgono nell’arco di circa 2 mesi.

Nel caso in cui siano presenti altri figli adottati o naturali, di età superiore ai quattro anni, la psicologa ha con quest’ultimi. Uno o più colloqui, per valutare il loro stato psicologico e la loro disponibilità all’arrivo di un nuovo fratellino o sorellina che va ad allargare il nucleo famigliare esistente.

Da quanto emerge nel corso dei colloqui si stende una relazione da inviare al Paese straniero.
La relazione, vincolata dal segreto professionale, è a stretto uso interno dell’Associazione e non è a disposizione delle coppie che intendono avvalersi di canali diversi da quelli proposti dall’Associazione stessa.
Le coppie, qualora ne avvertano l’esigenza, possono chiedere ulteriori incontri con la psicologa, prima e dopo l’adozione.

  • “LA GRAVIDANZA SIMBOLICA”

(2° Fase: Sostegno alla coppia fino all’arrivo del bambino)
Dopo la fase di preparazione all’adozione, le coppie continueranno il loro percorso formativo in piccoli gruppi ( 5 – 6 coppie) a cadenza trimestrale fino all’arrivo del bambino. Gli incontri avranno la durata di circa due ore ciascuno.
In questo spazio gruppale, inteso come una lunga “gravidanza simbolica”, verrà affrontata l’espressione dei diversi tipi di attesa che ciascuno ha rispetto all’adozione e si creeranno le condizioni per chiarire dubbi, incertezze, timori, speranze che le coppie attraversano nel periodo dell’attesa. Verranno inoltre affrontati i temi relativi all’abbandono, all’istituzionalizzazione, delle radici biologiche e culturali, all’inserimento del bambino nella coppia, nella famiglia allargata e nella società.

Una volta formalizzato l’abbinamento le coppie saranno preparate all’incontro con il bambino e il suo Paese d’origine. I percorsi formativi saranno il più possibile personalizzati sulla base dei bisogni delle singole coppie.

  • “GENITORI SI DIVENTA …”

(3° Fase: monitoraggio post-adozione) – Questa fase riguarda il supporto garantito alla coppia nel delicato momento di inserimento del bambino all’interno della famiglia e cioè il momento della trasformazione della coppia in famiglia. Le coppie, una volta rientrate in Italia con il figlio adottivo, dovranno sottoporsi ad un monitoraggio trimestrale per un periodo di due anni. Si prevedono pertanto otto  incontri della durata di circa due ore ciascuno. Il piccolo gruppo (5-6 coppie) avrà la possibilità di elaborare le differenze che i genitori vivono nel confrontare l’immagine del bambino “desiderato” con la realtà del bambino “adottato”, nonché la possibilità di riflettere sui cambiamenti di vita che la presenza del bambino comporta, sulle diverse modalità di assumere il ruolo materno e paterno, sui diversi stili educativi adottati. Ogni sei mesi verrà redatta una relazione sull’inserimento del bambino nella famiglia e nella comunità allargata. Tale relazione verrà trasmessa alle competenti autorità del Paese di provenienza del minore. Se la coppia e il bambino avranno bisogno di sostegno personalizzato, questo verrà organizzato in accordo con il Servizio Consultoriale pubblico e con il Servizio di Neuropsichiatria Infantile. In ogni momento comunque, le coppie, anche a distanza di anni, potranno far ricorso ai servizi di supporto dell’Associazione.

Aderire al programma formativo e post-adottivo (Fasi 2°-  3° – 4°) proposto dall’Associazione è obbligatorio e le coppie lo sottoscrivono all’atto del mandato.

  • “ VI RACCONTO E MI RACCONTO UNA STORIA PER NON PERDERE IL FILO DEL DISCORSO”

Viste le difficoltà di inserimento che manifestano i bambini adottati grandicelli ( 7 – 11 anni) si è pensato di offrire loro uno spazio di gruppo in cui poter esprimere il proprio disagio e la propria sofferenza. Per i bambini e per i genitori, molto spesso il primo periodo è un momento difficile caratterizzato da scontri e incomprensioni che possono sfociare in vere e proprie crisi. Per questo motivo si ritiene utile accanto al gruppo dei genitori istituire il gruppo dei bambini in modo che possano essere seguiti subito dopo il loro arrivo. Il progetto in dettaglio viene esposto nell’allegato B.

ALTRE ATTIVITA’ DI GRUPPO

L’Associazione organizza inoltre, per i genitori che hanno adottato ormai da anni, altri gruppi di lavoro:

A)  “ Crescere insieme”

    I bisogni del bambino lungo l’arco evolutivo della crescita

    L’inserimento scolastico (scuola materna e scuola elementare)

    Alcune problematiche ricorrenti

    Durata: 10 ore (5 incontri  di circa due ore ciascuno)

    Cadenza quindicinale

B)  I bisogni del preadolescente: dalla latenza alla preadolescenza

    (Il passaggio dalla scuola elementare alla scuola media)

    Alcune problematiche ricorrenti

    Durata: 10 ore (5 incontri di circa due ore ciascuno)

      Cadenza quindicinale

C)  Preadolescenza e adolescenza: periodo critico per i genitori e per i figli

    Durata: 10 ore (5 incontri di circa due ore)

    Cadenza quindicinale.

D)  L’adolescenza e l’adozione

    Gruppo con adolescenti adottati con crisi d’identità.

 “La presa di coscienza tipica dell’adolescente non è del tutto rassicurante e implica, invece, una messa in discussione dell’integrità della persona, del Sé e della possibilità di esistere al mondo” (cfr. Kensterberg). E’ questo il sentimento che spesso pervade gli adolescenti adottati provocando una sensazione dolorosa di precarietà e di frammentarietà del senso di esistere.

Il progetto in dettaglio viene esposto nell’allegato D.

L’attività di gruppo offre ai genitori, attraverso il confronto reciproco, la possibilità di approfondire i loro vissuti interiori rispetto ai possibili errori educativi e le loro difficoltà nei confronti delle istituzioni preposte all’educazione dei figli (gruppi A-B-C).

L’ultimo gruppo, rivolto direttamente agli adolescenti, si propone come spazio di riflessione e di elaborazione delle contraddizioni che questo delicato momento di vita comporta (gruppo D).

La partecipazione a questi gruppi è a libera scelta.

Tutti i gruppi di lavoro saranno coordinati da una psicologa-psicoterapeuta e saranno gestiti con la tecnica del “gruppo operativo” ( E. Pichon – Riviere) o con il modello bioniano.

Le psicologhe-psicoterapeute che si occupano dello spezio psicologico all’interno dell’Associazione, hanno tutte una formazione psicoanalitica ( Scuola kleiniana – Bion – Meltzer) e svolgono lavoro clinico da anni in sede sia privata che istituzionale.

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